HomeFerraraCronacaFesta della Repubblica, l’impegno: "Abbiamo il dovere di difenderla"Cento: le parole ieri della consigliera Paola Bergamini. Il sindaco: "Un’eredità importante che va ricordata"La cerimonia in piazza in occasione della Festa della RepubblicaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOttant’anni fa, il 2 giugno 1946, il voto di cittadine e cittadini italiani sanciva il passaggio dell’Italia da monarchia a Repubblica, segnando un punto di svolta nella storia del nostro paese e di tutte le generazioni figlie di quel voto. Ieri, a distanza di ottant’anni da quel giorno storico, nelle piazze di tutta Italia, Cento compresa, è stata celebrata la Festa della Repubblica: non una ricorrenza retorica, ma un’occasione per ricordare chi ha dato la vita per questo cambiamento e chi oggi lotta per continuare a cementarlo e difenderlo, con il sudore del lavoro e la forza dell’empatia.
"Cara Repubblica - ha cominciato il suo intervento in piazza Guercino Paola Bergamini, consigliera comunale di Cento –, oggi compi ottant’anni. E noi qui, dalla piazza della nostra città, vogliamo esprimerti tutto il nostro amore. Non vogliamo ricordarti solo come una vecchia parente, da ricordare solo il giorno del compleanno, ma ci impegniamo a compiere sempre i gesti essenziali per tenerti in salute: partecipare al voto, difendere i principi su cui sei fondata e concorrere alla spesa pubblica, in proporzione con la nostra capacità economica, perché i diritti diventano realtà solo quando una comunità sceglie di sostenerli. La Costituzione – ha proseguito – non è un documento del passato, ma un progetto per il futuro, che riguarda ogni aspetto della vita dei singoli, delle comunità e della società intera. E, citando Teresa Mattei, una delle madri costituenti: "Nella nostra Repubblica, la sovranità appartiene al popolo. Con questo, gli italiani diventano cittadini, e non sudditi. La nostra costituzione è il più grande e straordinario monumento costruito alla libertà, alla giustizia, alla Resistenza e all’antifascismo e al pacifismo"." "Ottant’anni fa - ha proseguito il Sindaco Edoardo Accorsi -, milioni di italiane e italiani uscivano da una guerra che aveva lasciato macerie, detriti e famiglie spezzate. In mezzo a quelle macerie, gli italiani fecero una cosa importante, pur nella sua semplicità: scelsero. Per la prima volta votarono le donne e un intero popolo decise quale forma dare al proprio futuro: da quella scelta nacque la repubblica, e da quella stessa volontà nacque la costituzione. A Cento, votò più del 90% della popolazione, con il 74% che scelse la Repubblica: una eredità che portiamo quasi con naturalezza, ma proprio per questo bisogna ricordare".














