Lo svolgimento della stagione balneare è fissato dal 30 maggio al 7 settembre. Questi primi giorni di giugno quindi vi rientrano in pieno. Almeno sulla carta, dato che nella realtà molti operatori non riescono ad avviare l’attività per carenza di personale. Per affrontare il problema le associazioni di categoria Sib e Cna, insieme alla società incaricata del servizio salvataggio, in una nota congiunta dichiarano di "aver effettuato l’impossibile per affrontare le criticità organizzative legate all’avvio della stagione balneare", lamentando che mentre da un lato i primi giorni di giugno rientrano nella stagione balneare, dall’altro coincidono con le giornate in cui il calendario scolastico è ancora attivo, riducendo così la disponibilità degli assistenti bagnanti. Tutte le amministrazioni comunali coinvolte concordano nel ritenere che il problema dei problemi per il regolare svolgersi della stagione sia la carenza di personale. I rappresentanti dei balneari, inoltre, lamentano un’altra criticità: se lo scorso anno era previsto un assistente ogni 300 metri, oggi l’obbligo è di un assistente ogni 150 metri. Come dire che mentre da un lato si fanno i conti con l’assenza di personale, dall’altro si opera per doverne avere in numero maggiore. Non si tiene conto, insomma, del fatto che i bagnini disponibili non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. A detta dei sindacati di categoria, il rischio è la chiusura per mancanza di assistenza in acqua e di presidio di primo soccorso a terra. A mali estremi, estremi rimedi: la società incaricata del servizio di salvataggio ha individuato una soluzione straordinaria, introducendo una turnazione delle postazioni, che consenta l’apertura degli stabilimenti per almeno mezza giornata. Una misura estrema ma necessaria per evitare uno scenario peggiore: la chiusura delle spiagge.