Mare amaro, si potrebbe intitolare l’estate 2026. Se il countdown per le vacanze estive è ufficialmente iniziato, per molte famiglie italiane il sogno di un lettino in riva al mare rischia di trasformarsi in un salasso. L’estate di quest’anno si preannuncia, infatti, come una delle più care di sempre sul fronte degli stabilimenti balneari, confermando il trend che negli ultimi anni ha reso il bagnasciuga un lusso per pochi. A dimostrarlo, l’ultima indagine di Altroconsumo dalla quale emerge una penisola divisa tra rincari a doppia cifra, da una parte, e progressiva riduzione di spiagge libere, dall’altra.
Stabilimenti balneari sempre più cari
Per capire l’entità del fenomeno basta guardare i numeri complessivi portati alla luce dall’organizzazione dei consumatori. Rispetto alla scorsa estate, i prezzi medi per affittare un ombrellone e due lettini sono cresciuti del 6%. Se l’aumento stagionale può sembrare a prima vista contenuto, lo scenario diventa decisamente più fosco se si allarga lo sguardo agli ultimi cinque anni: dal 2021 a oggi, le tariffe sono letteralmente volate, mettendo a segno un rincaro complessivo del 24%.
L’indagine di Altroconsumo sui prezzi delle vacanze al mare
L’indagine è stata condotta contattando in forma anonima oltre duecento strutture in dieci rinomate località turistiche italiane e prendendo come riferimento la prima settimana di agosto, storicamente il periodo di massima affluenza e il termometro dei prezzi dell’intera stagione. Ciò che è emerso dai risultati, è stato soprattutto quanto la geografia dei rincari non sia affatto uniforme, con alcune zone d’Italia dove la pressione sui portafogli dei bagnanti è diventata quasi insostenibile.













