Le celebrazioni.03 giugno 2026 alle 00:43
«Celebriamo la Festa del 2 giugno nel segno dell’impegno, quello dei giovani affinché siano di esempio alla società, elemento positivo che costruisce e migliora la Repubblica». Così la prefetta di Cagliari Paola Dessì ha sintetizzato il tema per gli 80 anni dal referendum. Nel capoluogo della Sardegna le celebrazioni sono iniziate nel Parco delle Rimembranze dove, accompagnata dalla presidente della Regione Alessandra Todde, dal sindaco Massimo Zedda e dal comandante del presidio militare interforze della Sardegna Enrico Pacioni, ha deposto una corona al monumento dei Caduti. La cerimonia è poi proseguita nel Comando marittimo di viale Colombo. «Celebriamo una ricorrenza che appartiene alla memoria nazionale e che parla con forza al nostro presente», ha dichiarato la presidente Todde. «La Repubblica può apparire, a distanza di ottant’anni, una realtà naturale, quasi ovvia. E invece è nata dopo la dittatura, dopo la guerra, dopo la lacerazione profonda del Paese». Sulla stessa linea il sindaco di Cagliari Zedda: «All’epoca una generazione straordinaria di uomini e donne si impegnò in un compito altissimo, sapendo cosa c’era alle loro spalle: la guerra, la dittatura fascista, milioni di esseri umani sterminati e le città distrutte dalle bombe, solo a Cagliari l’80 per cento delle abitazioni era inagibile». L’ammiraglio Pacioni ha fatto gli onori di casa. «Dobbiamo fare riferimento alla Costituzione, che è la base fondante della nostra Repubblica. Con i valori che essa rappresenta: il lavoro, l’uguaglianza e il ripudio della guerra. Noi come Forze armate lavoriamo per questo e per tutelare la pace in tutto il mondo».















