Le forze armate russe hanno effettuato un massiccio attacco con missili e droni contro diverse città ucraine causando la morte di almeno 22 persone e il ferimento di oltre un centinaio. Per tutta la notte si è scavato tra le macerie e il bilancio complessivo è sicuramente destinato a salire.
DNIPRO ha pagato il tributo di sangue più alto, con almeno 15 morti e 37 feriti, seguita da Kiev dove un palazzo di nove piani è parzialmente crollato e almeno 6 persone sono rimaste uccise. Secondo il sindaco della capitale ucraina, l’ex pugile Vitali Kitschko, «gli attacchi notturni hanno danneggiato diversi edifici residenziali e hanno provocato incendi in una clinica, in una stazione di servizio e in alcuni edifici non residenziali». L’aeronautica militare ha dichiarato che da parte russa sono stati lanciati 656 droni e 73 missili, tra cui anche vettori ipersonici. Nonostante 602 droni e 40 missili siano stati intercettati, gli ordigni che sono andati a segno (o sono stati deviati dalla contraerea) hanno causato danni ingenti.
La scorsa notte, nel suo consueto video-messaggio alla nazione, Volodymyr Zelensky aveva avvisato che la sua intelligence indicava come imminente un massiccio attacco russo. Previsione che si è rivelata corretta, dato che era da diverse settimane che non si assisteva a un tale dispiegamento di armamenti e a un conseguente bilancio di vittime civili così alto. «Un attacco su larga scala è una dichiarazione assolutamente chiara da parte della Russia:» ha scritto Zelensky su X, «se l’Ucraina non sarà protetta dagli attacchi missilistici, questi raid continueranno». Il che ha offerto al presidente ucraino un’occasione per tornare a un suo cavallo di battaglia, «abbiamo assoluto bisogno delle forniture statunitensi di sistemi Patriot». Il prossimo obiettivo, conclude, potrebbero essere le aziende che producono missili.













