Le imprese dove lavorano in prevalenza i giovani sono quelle che spingono di più verso l’innovazione. Soprattutto al Sud. È uno degli elementi intorno ai quali si ragionerà venerdì e sabato prossimi a Paestum in occasione della Conferenza nazionale delle Camere di Commercio dedicata quest’anno ad Europa e giovani, appunto. Forte il valore simbolico della sede e dei temi: Paestum richiama l’allarme emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno, aggravata dal rischio dello spopolamento sempre più costante e massiccio soprattutto dalle aree interne; Europa vuol dire la casa comune per quegli stessi giovani, nonostante il “disordine globale” di questi tempi e le spinte estreme che emergono con sempre più preoccupante continuità in molti Paesi.

Ragionarci su e con relatori di assoluta competenza è sembrata la scelta migliore all’Unione delle Camere di Commercio, presieduta dal salernitano Andrea Prete, custode del messaggio che cinque anni fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dedicò all’ente: «Il Paese è riconoscente alle Camere di commercio per il lavoro che avete svolto – scrisse il Capo dello Stato -. Siete a pieno titolo coinvolte nella sfida della crescita del nostro Paese». E ancora: «È una grande impresa quella di assicurare il progresso di tutto il Paese». E poi il ricordo della Costituzione (allora ai 75 anni): «Una Costituzione largamente fondata sulle comunità delle autonomie sociali, territoriali e funzionali», sottolineò Mattarella. «Resto al Sud», le aziende ci credono: domande recordA Paestum, oltre al presidente Prete, interverranno tra gli altri Enrico Letta, già presidente del Consiglio e autore di un volume “senza sconti” sulle prospettive dell’Unione europea che insieme al lavoro di Mario Draghi ha indicato le strade possibili (e spesso obbligate) su cui Bruxelles dovrebbe procedere; il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, fresco di riconferma, che approfondirà il rapporto tra imprese e sistema del credito, sempre in ottica europea; il vicepresidente vicario dell’UE Raffaele Fitto (previsto un videomessaggio); il consigliere scientifico di Limes Alessandro Aresu; il presidente di MedOr Marco Minniti; l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola; il sottosegretario al Mimit Mara Bizzotto. Il ruolo Per le Camere di Commercio l’appuntamento con la Conferenza nazionale è anche un momento per riaffermare il loro ruolo di enti pubblici dotati di autonomia funzionale che proprio alla Costituzione fanno riferimento in modo diretto: nel senso che sulla base del principio di sussidiarietà previsto dall’articolo 118 della Costituzione, «svolgono funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali». È grazie a questo impegno che viene ad esempio monitorato periodicamente l’andamento del sistema delle imprese in Italia: da questo aggiornamento emerge che il maggiore saldo attivo tra le imprese che nascono e quelle che cessano l’attività continua a registrarsi al Sud, dove peraltro è storicamente concentrato il maggior numero di aziende iscritte. Federico II, l’hub di Agraria fa un nuovo salto nel futuroMezzogiorno (e Centro) guidano la crescita territoriale anche nei primi tre mesi del 2026 in valore assoluto: +1.673 imprese (+0,08%), trainato dalla Campania (+1.193) e dalla Sicilia (+638). La crescita percentuale più alta spetta invece al Centro (+0,12%, pari a +1.506 imprese), trascinato quasi interamente dal Lazio (+2.477 unità) che presenta il dato regionale più alto, con un tasso del +0,42% (Roma, nei primi tre mesi, ha registrato il miglior saldo imprenditoriale a livello italiano: 8.367 iscrizioni a fronte di 5.976 cessazioni, pari a un saldo attivo di +2.391 imprese, con un tasso di crescita dello 0,55%). I dati relativi al Sud fanno notizia anche in rapporto al calo delle ripartizioni settentrionali. Il Nord-Est flette dello 0,15% (-1.694 unità), mentre il Nord-Ovest limita le perdite allo 0,05% (-795 imprese), grazie alla Lombardia, che va controcorrente rispetto alla sua macroarea, con un saldo positivo di +722 imprese. Ha commentato il presidente Prete: «Il risultato del bilancio trimestrale tra aperture e cessazioni riflette il clima di attesa delle imprese, che, in una situazione di incertezza diffusa, prima di compiere una scelta definitiva, aspettano di capire l’evoluzione del contesto. Bene il risultato del Mezzogiorno, che conferma una dinamica di sviluppo delle regioni meridionali attestata anche da altri indicatori economici».