Ci salveranno!

Paolo Di Paolo

“Bisogna partire da un fatto inoppugnabile. Il primo partito in Italia non è quello al governo. È quello di chi si astiene. Quasi sempre. La recente eccezione referendaria è per l’appunto un’eccezione. Per il resto, c’è un’ampia e resistente zona grigia e inerte dell’elettorato. Non sa, non risponde. È radicalmente sfiduciata. Convinta da troppo tempo che nulla – e non certo un voto! – possa fare la differenza.

Sbaglia. Ha le sue ragioni ma sbaglia. È possibile che ne facciano parte anche molti diciottenni? Sì. Ma ce ne sono altrettanti coinvolti ed energici. I loro fratelli minori dimostrano qua e là di essere pronti a intervenire: non ovunque, certo, e non allo stesso modo. Ma quando penso al giovane Gobetti che moriva ventiquattrenne cento anni fa, mi dico che la sua attività politica è iniziata (e furiosamente) ben prima dei diciotto. Che le “energie nove” sono ai suoi occhi solo quelle sprigionate non dai giovani: dai giovanissimi. Forse è una piccola utopia civile, ma chiamare al voto i sedicenni in un Paese stanco, anziano e forse un po’ depresso, potrebbe essere – per giocare con il loro lessico – una challenge non da poco. A cui non è escluso che la risposta possa essere sopra le aspettative. La posta in gioco è notevole: ribaltare uno schema, passare dalla sfiducia alla fiducia, offrire un’occasione di partecipazione e di responsabilità, dimostrare che nel paese per vecchi i giovanissimi possono diventare di tanto in tanto i trascinatori, gli araldi, perfino i maestri. Il mondo salvato dai ragazzini è il titolo di un proverbiale libro di Elsa Morante (Einaudi), usato anche come tema dell’ultimo Salone del Libro di Torino. Bene! Ma il mondo va salvato per e con i ragazzini. Un antidoto all’antipolitica e all’apolitica, per Gobetti era il male peggiore, non potrebbe arrivare da un drappello di votanti sedicenni estranei per anagrafe al cinismo? Certo, l’impresa richiede un terreno preparato e reso fertile dall’educazione civica. Che non è una materia tra le materie da impartire sciattamente, ma una cassetta degli attrezzi, e un modo di stare al mondo”.