Pubblicato il 02/06/2026 - 19:28 CEST•Ultimo aggiornamento
La ministra della Sanità, Mónica García, ha preferito non presentarsi alla conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, nel corso della quale è stato illustrato, dopo mesi di manifestazioni che hanno riunito medici e operatori sanitari di ogni orientamento politico, il suo nuovo Statuto quadro per il personale di questo settore, decisivo per qualsiasi Paese.
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È stata la ministra portavoce, la socialista Elma Saíz, a difendere questo provvedimento apertamente impopolare, perché, ha detto, sostenuto dai "sindacati maggioritari", vale a dire SATSE-FSES, CC.OO., UGT e CSIF, contrapposti alle sigle che si sono associate per protestare contro il testo approvato oggi, in attesa del suo esame in Congresso.
I professionisti chiedono una serie di misure che non ritrovano nella riforma firmata da García, anestesista e rappresentante della componente minoritaria del governo per Sumar, in quota Más Madrid. Tra queste, che la parte straordinaria dell'orario – i turni di guardia – versi contributi alla Sicurezza sociale e che sia riconosciuta una maggiorazione per il lavoro notturno o giorni di riposo dopo più turni consecutivi, come accade in contratti come quello della Polizia nazionale o del personale penitenziario.














