La ministra della Sanità, Mónica García, ha preferito non presentarsi alla conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri in cui è stato illustrato, dopo mesi di manifestazioni che hanno unito medici e operatori sanitari di ogni orientamento politico, il suo nuovo Estatuto Marco per il personale di questo settore, cruciale per qualunque Stato.
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A difendere questo provvedimento è stata la ministra portavoce, la socialista Elma Saíz, che ha giustificato una misura apertamente impopolare affermando che è sostenuta dai «sindacati maggioritari», vale a dire SATSE-FSES, CC.OO., UGT e CSIF, contrapposti alle sigle che si sono coalizzate per protestare contro il testo approvato oggi, in attesa del suo esame al Congresso.
I professionisti chiedono diverse misure che non ritrovano nella riforma di García, medico anestesista ed esponente della componente minoritaria del governo per Sumar nella quota di Más Madrid. Tra queste, che la parte straordinaria dei turni, cioè le guardie, contribuisca alla previdenza sociale e che venga riconosciuto un supplemento per il lavoro notturno o giorni di riposo dopo più turni consecutivi, come già avviene in contratti come quello della Polizia nazionale o del personale penitenziario.












