HomePisaCronacaRami di pino per illuminare le caverne: Unipi fa luce sugli uomini del PaleoliticoElisabetta Starnini, docente dell'Università di Pisa, nello studio internazionale che ricostruisce i sistemi di illuminazione usati 14 mila anniUna ricostruzione dell'illuminazione con i rami di pinoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 1 giugno 2026 – Piccoli rami di pino, accesi singolarmente o raccolti in fasci, per farsi strada nel buio profondo delle grotte. È questa la soluzione adottata dai gruppi umani circa 14 mila anni fa nella Grotta della Bàsura di Toirano, in Liguria. A rivelarlo è uno studio multidisciplinare pubblicato sulla rivista Quaternary International, a cui ha partecipato anche Elisabetta Starnini, professoressa di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa.
La ricerca ha analizzato resti archeobotanici, pollini, frammenti carbonizzati e tracce lasciate sul pavimento e sulle pareti della Grotta della Bàsura, uno dei siti più importanti del Paleolitico europeo, che conserva impronte umane fossilizzate, tracce di frequentazione animale e segni lasciati sulle pareti da piccoli gruppi umani accompagnati da un canide. Lo studio ha permesso di identificare nei frammenti carbonizzati resti di rami di pino di piccolo diametro, inferiore ai 2-3 centimetri, utilizzati come fonte luminosa.









