Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto legislativo contro le discriminazioni di genere: ecco le principali novità e gli obblighi previsti per le aziende

Da domenica 7 giugno si aggiunge nell’ordinamento italiano un nuovo tassello per contrastare le discriminazioni di genere sul lavoro, in particolare quelle che incidono sulle retribuzioni. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 96 del 2026, che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva, scrive il Sole 24 Ore, si rafforzano gli obblighi per le imprese e i diritti di lavoratori e lavoratrici. Più nello specifico, la direttiva mira a «introdurre una serie di comunicazioni da parte delle aziende per permettere alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori di individuare a parità di lavoro o rispetto a un lavoro di pari valore, disparità di trattamento collegate al genere».

La discriminazione intersezionale

Per la prima volta, inoltre, viene riconosciuto il tema della discriminazione intersezionale, ossia quella che combina il fattore di genere con altri elementi come origine etnica, religione, età, disabilità e orientamento sessuale. Il decreto si inserisce in un quadro normativo già consolidato, che comprende la Costituzione italiana, il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e il Codice delle pari opportunità. La novità principale consiste però nell’introduzione di strumenti che consentano ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali di verificare l’eventuale presenza di disparità retributive legate al genere all’interno delle aziende.