A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, è tempo di aggiornare la Costituzione senza tradirne i valori fondanti. Di fronte ai profondi cambiamenti serve rafforzare le istituzioni democratiche e il principio di legalità. Se la politica non riesce a realizzare le riforme necessarie, si affida al popolo il compito di avviare un nuovo percorso costituente, per rendere la Carta capace di affrontare le sfide del presente e del futuro
Festeggiamo 80 anni di libere istituzioni democratiche, festeggiamo la fine di alcune delle dittature del Novecento e festeggiamo una libertà sempre presidiata e garantita. Abbiamo voglia di festeggiare, però, non solo il passato glorioso ma anche il futuro.
Per farlo, visto che non si riesce più ad approvare riforme costituzionali con le regole scritte in assemblea costituente – come ci dimostra da ultimo il referendum sulla giustizia – occorre trovare il modo per rafforzare le nostre regole comuni.
Quelle regole in gran parte sono scritte proprio nella Costituzione che oggi merita di essere aggiornata perché non solo il paese reale è cambiato, ma anche perché è mutato il sistema politico e istituzionale. Ciò non significa che la Costituzione sia da buttare, anzi. È da rafforzare.











