Il sorpasso è realtà. L’oro ha superato i Treasury, i titoli di Stato statunitensi, come principale bene rifugio, dopo anni di acquisti incessanti da parte delle banche centrali e un rally storico che ha visto il prezzo quasi raddoppiare negli ultimi due anni. Lo evidenzia la Banca centrale europea in un report pubblicato oggi, martedì 2 giugno. Un rapporto che mette nero su bianco come a fine 2025 l’oro rappresentava il 27% di tutte le riserve valutarie delle banche centrali a livello globale, in aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Mentre i Treasury sono calati dal 25% al 22% nello stesso periodo. Invece, la quota di riserve valutarie in euro è rimasta invariata al 15%. Cosa ha spinto il sorpasso? La forte domanda dell’oro è sostenuta dalle «tensioni geopolitiche», rimarca la presidente della Bce, Christine Lagarde, così come dagli aumenti di prezzo. Con oltre 36 mila tonnellate, le banche centrali di tutto il mondo stanno accumulando quasi la stessa quantità del metallo giallo che detenevano durante l’era di Bretton Woods (allora, la cifra era di 38.000). L’anno scorso, comunque, gli acquisti sono leggermente rallentati, attestandosi a 850 tonnellate, dopo tre anni di acquisti netti sopra le mille tonnellate annue.