Al di là di ogni tifo o speranza, e al di là anche delle tante sue crescenti difficolta il vincitore per ora è solo uno, l’America. Salvarsi con Russia, Iran, o persino la Cina dall’Italia e un po’ ridicolo e certamente perdente. Quindi se partiti e leader vogliono salvarsi hanno una sola strada: aumentare le spese di difesa. Altrimenti, prima o poi, qualcosa andrà storto. La riflessione di Francesco Sisci
Il tono era irritante e gratuito, tarato per solleticare i votanti e contribuenti della grande pancia americana. Ma il tono non deve nascondere la sostanza.
Il segretario della guerra americano Pete Hegseth al dialogo Shangri-la del 29-30 maggio a Singapore si è scagliato contro “gli scrocconi che abusano della generosità dei contribuenti americani”. Il tono è da stadio, non da grande consesso internazionale, ma è del resto consono a tanta retorica politica nostrana calibrata per vincere una disputa al bar sport e non avanzare un ragionamento universitario.
Il contenuto del messaggio però è profondamente vero. C’è un onere di responsabilità nella sicurezza internazionale che per troppo tempo è pesato in modo sproporzionato sull’America. Oggi l’economia americana non ce la fa più, anche perché le responsabilità sono aumentate e non diminuite; quindi, gli alleati devono farsene un carico maggiore. Questo il contesto del problema annoso delle spese militari italiane. Negarlo, farci i ghirigori, per governo e opposizione, è falso e sfalsante. Non porta l’Italia o nessun altro molto lontano.










