Il discorso di Mattarella al corpo diplomatico rilancia la centralità del multilateralismo, della diplomazia e del diritto internazionale come architravi della politica estera italiana. Una visione coerente con l’impianto costituzionale dell’articolo 11, ma che si confronta con le crescenti difficoltà di applicazione delle norme globali, tra crisi geopolitiche, paralisi delle istituzioni internazionali e contestazioni provenienti dal Sud globale. Un richiamo al rule of law che resta imprescindibile, pur nella consapevolezza della distanza tra principi e realtà delle relazioni internazionali. L’opinione di Carlo Curti Gialdino, presidente del Seminario Permanente di Studi Internazionali
Il discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella il 1° giugno 2026 dinanzi al Corpo diplomatico accreditato offre un articolato quadro di riferimento sulla postura strategica e giuridica dell’Italia, delineando una strenua difesa dell’ordine multilaterale e del principio di legalità internazionale in una fase di marcato logoramento degli equilibri globali.
L’intervento ha preso le mosse dai lavori della Costituente, individuando nell’articolo 11 della Carta il fulcro di una visione che interpreta il ripudio della guerra come il definitivo superamento della sovranità assoluta di stampo ottocentesco.











