Mentre i complessi canali della diplomazia internazionale tra Washington e Teheran tentano faticosamente di rimanere aperti, tra un raid dell'IDF in Libano e un attacco statunitense alle basi del Paese, l'Iran ha scelto di mostrare al mondo un'arma progettata per uno scenario bellico diametralmente opposto, esattamente come ha mostrato, e insegnato, finora.

I Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno infatti svelato ufficialmente questa settimana un nuovo motoscafo d'attacco ad altissima velocità denominato "27 Rajab". La presentazione, avvenuta con una cerimonia pubblica nella centralissima Piazza Enghelab a Teheran, evidenzia ancora una volta la strategia di difesa asimmetrica che l'Iran adotta da decenni nel Golfo Persico.Le caratteristiche del modello L'imbarcazione è stata progettata per unire una velocità straordinaria, un'elevata manovrabilità e una letale capacità di attacco anche a lungo raggio. Secondo quanto riportato dai media ufficiali iraniani, il nuovo motore sarebbe stato denominato, come detto, "27 Rajab", un nome profondo per la tradizione islamica, poiché è un riferimento diretto a "Isra' e Mi'raj", il 27° giorno del mese proclamato sacro da Allah di Rajab in cui il Profeta Maometto ascese al cielo dopo un viaggio notturno. Un riferimento sostanziale è anche nei riguardi dell'Eid al-Mab'ath, festività islamica che celebra l'inizio della missione profetica di Maometto, scelto proprio il 27 di Rajab per diventare il messaggero di Allah. Il mese di Rajab, inoltre, è un mese incredibilmente importante, poiché è legato al pentimento spirituale e alla preparazione capillare per il Ramadan, il mese benedetto. Il significato letterale del termine, per altro, è "rispetto", oppure "onore", secondo alcune traduzioni.Il veicolo marittimo è dotato di un multiscafo a trimarano, una struttura a tre scafi paralleli, quello centrale leggermente maggiore dei due laterali denominati "galleggianti", che gli consente di navigare staccando picchi di 100 nodi, circa 185 chilometri orari per mettere in proporzione, e di operare in condizioni di mare formato, affrontando onde alte fino a tre metri. La propulsione del mezzo può essere sia a vela che a motore, conferendogli un'insolita versatilità, ed è semplificata vista l'assenza totale di zavorra. La vera minaccia strategica è però rappresentata dal suo apparente arsenale: nonostante le dimensioni ridotte, che dovrebbero essere tra gli 8 e i 14 metri, il motoscafo può trasportare ed effettuare il lancio di massimo due missili da crociera con una gittata dichiarata di ben 700 chilometri.La Repubblica Islamica dispone di un'ampia gamma di vettori di questo tipo, tanto terrestri quanto marittimi, per tal motivo, è ragionevole asserire che la nuova "barca zanzara" potrebbe essere in grado di sparare anche munizioni come il Qader 380, che possono raggiungere i 1000 km di gittata, il Soumar, il Paveh, oppure i numerosi missili antinave come gli Abu Mahdi, derivati dai Soumar, i Ra'ad basati sul modello HY-2 di fattura cinese e tutti quelli derivati da altre vecchie apparecchiature cinesi di tipo C-704, YJ-82 e C-802 come i Noor, i Ghadir, i Kowsar, oppure i Nasr-1 e i Nasir. Una sfida temporale ai pattugliamenti degli Stati Uniti L'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars ha descritto il varo del "27 Rajab" come una dimostrazione muscolare delle piene capacità militari marittime della Repubblica Islamica. A destare forte preoccupazione tra gli osservatori internazionali non sono solo le specifiche tecniche del mezzo, ben descritte poc'anzi, ma il tempismo geopolitico scelto per la sua presentazione. L'inaugurazione è giunta infatti a pochissimi giorni di distanza dall'annuncio da parte degli Stati Uniti di nuove e più stringenti misure di sicurezza per la navigazione mercantile nello Stretto di Hormuz, accompagnate da recenti raid aerei e attacchi mirati condotti dalle forze statunitensi contro alcuni possedimenti iraniani che operavano nelle vicinanze dello Stretto.La strategia della "Mosquito Fleet" e l'utilità in battaglia Il "27 Rajab" incarna alla perfezione la dottrina militare della Marina dei Pasdaran, la famosa Sepah Navy, un corpo che opera in modo del tutto autonomo rispetto alla Marina militare convenzionale di Teheran. Mentre la flotta regolare iraniana si concentra sull'impiego di sottomarini e navi da guerra di grandi dimensioni, i Pasdaran hanno specializzato la propria azione sulla difesa costiera e su tattiche marittime non convenzionali. Gli analisti militari definiscono questa filosofia di combattimento con il nome di strategia della "Mosquito Fleet", letteralmente, la flotta di zanzare.Ma cosa sono nello specifico le Mosquito ship e perché sono così letali in un teatro di guerra moderno? Anziché investire risorse immense per sfidare le superpotenze mondiali sul piano numerico dei grandi incrociatori o delle portaerei, la strategia prevede la creazione di sciami composti da decine di imbarcazioni piccolissime, veloci e pesantemente armate che agiscono secondo la filosofia del "mordi e fuggi". In battaglia, queste imbarcazioni agiscono come uno sciame di insetti. Un'unica grande nave da guerra occidentale possiede sistemi di difesa avanzati capaci di intercettare facilmente uno o due missili pesanti, ma entra in crisi se attaccata simultaneamente da trenta o quaranta motoscafi rapidissimi che sparano all'impazzata da direzioni diverse.Questa dottrina trova la sua massima utilità bellica nelle acque strette e poco profonde dello Stretto di Hormuz, una delle rotte petrolifere e commerciali più importanti e trafficate del pianeta. In canali così angusti, i colossi navali americani hanno pochissimo spazio di manovra e faticano a muoversi, diventando bersagli vulnerabili per i piccoli "insetti" veloci di Teheran.Con il dispiegamento del "27 Rajab", l'Iran lancia un messaggio chiaro: in caso di una nuova escalation militare nel Golfo, la sua flotta di zanzare è pronta a saturare lo Stretto, trasformando la velocità e i missili a lungo raggio nella più imprevedibile delle minacce asimmetriche.