"Rapida", con "stabilità migliorata", "altamente manovrabile" e in grado di portare a bordo e lanciare due missili da crociera a lungo raggio, con una gittata che si spinge fino ai "700 kilometri": i media vicini al regime iraniano descrivono così il nuovo fiore all'occhiello della marina di Teheran, una 'nave-mosquito' (per usare il termine con cui spesso la stampa internazionale descrive i barchini d'assalto a cui si affidano le Guardie rivoluzionarie per puntare al predominio sullo Stretto di Hormuz) presentata in un evento di massa pro-Ayatollah nella capitale del Paese.

La nuova imbarcazione, un'unità che sempre secondo Teheran può raggiungere la velocità di 100 nodi (185 km/h), è stata battezzata con un nome dall'alto valore simbolico nella cultura iraniana: '27 Rajab', espressione che indica la data di una festività che per gli sciiti al potere in Iran corrisponde al Mab'ath, ovvero il momento dell'inizio della missione profetica di Maometto. Tra le caratteristiche del motoscafo, c'è anche quella di poter "operare in mare con onde altre fino a tre metri" senza perdere capacità di manovra.

A tre mesi dall'inizio dell'attuale conflitto con Israele e Stati Uniti, e mentre prosegue il tira e molla nei negoziati con l'amministrazione Trump, Teheran lancia dunque agli avversari un nuovo messaggio di sfida. Puntando a mostrarsi in grado di reggere perfettamente botta sul piano militare e in quanto a stabilità del sistema di potere vigente, nonostante la sua leadership sia di fatto stata decapitata dai raid nemici nelle prime settimane di guerra.