"Non riesco a trovare parole abbastanza forti per l’ennesimo femminicidio. Samanta Zironi non è un titolo di giornale. Non è un caso di cronaca. Era una donna, una figlia, un’amica, una persona con una storia, dei sogni, dei giorni ancora da vivere". A qualche ora dalla tragedia del Barco, l’assessore Angela Travagli dedica una riflessione all’accaduto attraverso un post sul proprio profilo Facebook. "E invece – prosegue – oggi resta solo il silenzio. Quello che arriva dopo una vita spezzata. Quello che ogni volta ci lascia increduli, arrabbiati, impotenti. Fa male pensare che nel 2026 si continui a morire per mano di chi diceva di amare. Fa male leggere l’ennesima notizia e sapere che domani ne arriverà un’altra, e poi un’altra ancora.

Non basta indignarsi per un giorno. Non basta condividere un post quando accade una tragedia". Secondo l’esponente della giunta "serve una cultura che insegni il rispetto, che riconosca i segnali della violenza, che smetta di confondere il controllo con l’amore e il possesso con l’affetto". Poi la conclusione. "Oggi il pensiero va a Samanta. E a tutte le donne che non hanno più voce per raccontare la loro storia. Che il suo nome non venga dimenticato. Che il dolore diventi coscienza. Che la rabbia diventi cambiamento".