HomeAscoliCronacaFernando Manilardi: "Quante conquiste, ora non dimenticate"Ottanta anni di storia nazionale nelle parole di chi ricorda fame, paura e la forza di ripartire: "La memoria va custodita".Fernando Manilardi: Eravamo poveri, ma conservavamo una dignità»Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFernando Manilardi, la Repubblica oggi compie 80 anni. Cosa ricorda di quel 2 giugno 1946? "Non potei votare. Mi mancavano pochi mesi per compiere ventun anni. Ma ricordo gli occhi degli uomini anziani della Bottegola. Mio padre Giovanni, Fabio Simonetti, Pietro Ciotti. Parlavano della Repubblica come si parla dell’alba dopo una notte infinita. Nelle loro parole c’era la speranza di un mondo nuovo".

Che Italia era quella che usciva dalla guerra? "Un’Italia ferita. Le ferite erano nei muri delle case e nel cuore delle persone. Ricordo la fame, le privazioni, l’olio comprato in piccole quantità e nascosto sotto la carta per pudore. Eravamo poveri, ma conservavamo una dignità immensa".

La guerra le è rimasta dentro? "Ogni giorno. Ricordo i tedeschi che ci costrinsero a scavare lungo il ponte di Ancarano. Ricordo il rumore degli aerei, la paura che accompagnava ogni tramonto. Ricordo il silenzio. Un silenzio pesante, che sembrava non finire mai".