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25 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:20

Domenica mattina, mentre mettevo il segno sul No e ripassavo con cura la matita sulla X, mi è tornato in mente mio padre, in una vecchissima fotografia. Avrà avuto diciannove anni; forse fu scattata mentre era partigiano, o forse quella foto era stata scattata subito dopo la guerra. I capelli mal tagliati, senza camicia, magro, con addosso pantaloni larghi e logori. E quel sorriso appena accennato, trattenuto, come di chi aveva visto troppo per concedere un sorriso davvero radioso all’obiettivo.

Ho pensato a lui, e a tutti quei ragazzi che ottant’anni fa hanno messo in gioco la propria vita. Mio padre rischiò di essere fucilato a diciannove anni. E come lui hanno rischiato in tanti, che hanno liberato questo Paese dal nazifascismo, rendendo possibile la scrittura di quella Costituzione antifascista che ancora oggi custodisce la nostra democrazia.