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23 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:43
La giornata di lotta di lunedì 22 settembre, cui ho avuto l’onore di partecipare insieme a milioni di altri lavoratori e cittadini italiani, resterà memorabile per varie ragioni. Proviamo ad elencarle. Ma anzitutto un attestato di stima e un ringraziamento non formale ai compagni dell’Unione sindacale di base, del Collettivo autonomo dei lavoratori portuali e delle numerose altre sigle sindacali nazionali e locali, ai comitati, alle associazioni di studenti e ai numerosi altri soggetti, collettivi e individuali, che hanno dato vita con coraggio, coerenza e lucidità a questa impresa, animando lo sciopero e le decine e decine di manifestazioni che hanno percorso le strade di numerose città italiane grandi e piccole.
Si è trattato di una giornata di lotta memorabile per varie ragioni. Intanto per il suo successo che non era affatto scontato. La manifestazione di Roma, che ho vissuto dall’inizio alla fine, era davvero oceanica. Tutto si è svolto nel massimo ordine e con la disciplina ammirevole cui il popolo sa attenersi nei momenti decisivi della sua storia, al punto che perfino il questore e il prefetto di Roma, cui va riconosciuta ancora una volta grande correttezza istituzionale e sperimentata professionalità, hanno riconosciuto la perfetta riuscita della manifestazione con una partecipazione che, per riprendere le parole del questore di Roma, è andata al di là delle stesse previsioni dei suoi promotori. E non si può certo dargli torto. Né era scontata la partecipazione allo sciopero da parte di tanti lavoratori e lavoratrici, nonostante gli ostacoli eccessivi frapposti dagli organi competenti a regolamentare gli scioperi nei servizi essenziali, con percentuali molto importanti nei trasporti, nella sanità, nella scuola e università, e nel complesso e frammentato tessuto delle imprese private.






