Sandro Parcaroli, settant’anni a novembre, ha raccolto il 49,96% dei voti al primo turno (foto Calavita)"Il ricorso è un diritto, anche persone di centrosinistra mi hanno detto che avrei dovuto presentarlo visti i pochi voti mancati per la vittoria al primo turno. Non è un segnale di nervosismo. E comunque io vincerò al ballottaggio". Così Sandro Parcaroli, a cinque giorni dal secondo round delle elezioni comunali, dopo che il Tar ha congelato il suo ricorso.

È mancato pochissimo per tagliare il traguardo al primo turno. Ora teme la beffa?

"No. Subito dopo l’esito del primo turno, ho detto che sarebbe stata l’occasione per stare tra i cittadini ed è incoraggiante vederli contenti, chi mi stringe la mano, chi mi dà una pacca. In questi anni Macerata è tornata a essere credibile, sono venuti ministri: mi ricevono a Roma non perché sono di centrodestra, ma perché sono Parcaroli".

Rispetto al 2020 ha avuto circa duemila voti in meno. Come lo spiega?

"Sono andate meno persone a votare. Ritengo di avere avuto comunque un grosso successo, con 10mila voti in una consultazione che ha visto altri quattro candidati sindaco e 16 liste. Non penso che possa essere una sconfitta quando si raccoglie la metà dei consensi. Prima del voto tutti scommettevano che sarei andato al ballottaggio".