di Roberto Celante
Cara Repubblica italiana, buon compleanno!
Hai 80 anni, ma, nella vita delle nazioni, sei ancora relativamente giovane. Ne hai viste tante, questo sì. E le rughe si vedono, inutile nasconderlo.
Nascesti per volontà popolare e ricevesti in dono la Costituzione più bella del mondo. Vivesti un’infanzia difficile, tra le macerie di una guerra mondiale e di una guerra civile. Fosti svezzata dal Piano Marshall e sostenuta da una nuova stagione di emigrazione.
Vedesti allontanare, con l’adesione alla NATO, il rischio di una nuova dittatura, ma non quello delle ingerenze americane. Capisti subito, a Portella della Ginestra, che la democrazia non sarebbe stata immune da attacchi violenti, ma la Riforma agraria dimostrò che non intendevi esserne ostaggio. Volesti fondare la CEE, per scongiurare nuovi conflitti europei.











