Da 25 a 19 centesimi al chilo nel giro di quattro mesi, mentre per produrre la stessa quantità di chicchi ne servono all’incirca 32. È il racconto del crollo subito dal prezzo del grano duro in Sicilia, con un epilogo che sta mettendo a rischio la tenuta di gran parte delle aziende cerealicole del territorio, «proprio quando sta per cominciare la trebbiatura del nuovo anno, con ulteriori spese di produzione».A lanciare l’allarme è Graziano Scardino, presidente regionale della Cia, la confederazione degli agricoltori, riferendosi a tutte le imprese che, nella speranza di un rialzo delle tariffe di mercato, hanno aspettato fino all’ultimo per vendere la merce del 2025 riempiendo i propri silos, e adesso si trovano alle prese con quote calate del 25%, «dunque costretti a svendere e andare in perdita».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.