Tredici giocatrici di rugby hanno dato vita nei giorni scorsi ad un torneo dall’alto significato simbolico all’interno del carcere di Livorno, giocando insieme alla formazione rugbistica delle Pecore Nere (formata dai detenuti del penitenziario) seguendo l’invito dell’Associazione Rugby Toscana. E tra le rugbiste che hanno preso parte all’iniziativa, c’era anche una delegazione pratese guidata da Stefania Stefani.

Sul terreno in sintetico dell’istituto penitenziario di Livorno si sono formate quattro squadre miste. In campo, costantemente, per ciascuna formazione, tre giocatrici e tre giocatori delle Pecore Nere. Le quattro compagini hanno dato vita ad un mini torneo, seguendo le regole del "rugby touch": niente mischie, niente placcaggi e possibilità di bloccare l’azione degli avversari con un semplice "tocco".

Si è trattato della prima iniziativa del genere, perlomeno declinata al femminile e che ha in qualche modo coinvolto Prato. Anche se non un inedito assoluto, in quanto già negli scorsi anni la formazione pratese degli Allupins era andata a far visita alla compagine dei detenuti, affrontandoli anche nel campionato "Old Rugby" al quale le Pecore Nere hanno partecipato sino alla scorsa stagione. Per un progetto che potrebbe ripetersi ulteriormente, in futuro.