GROSSETO Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, che entra in vigore oggi, è un’...GROSSETOIl decreto legislativo di recepimento della direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, che entra in vigore oggi, è un’ "occasione mancata" per rafforzare le norme anti-ecomafia a causa di "gravi lacune". Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani (foto) ha chiesto al Governo di colmare urgentemente le mancanze che rischiano di depotenziare la lotta alla criminalità ambientale, pur riconoscendo come positive l’introduzione del nuovo delitto di commercio di prodotti inquinanti e la creazione di un Sistema di coordinamento nazionale. La critica si concentra sulla mancata introduzione di delitti specifici con sanzioni adeguate. "Non sono stati recepiti crimini cruciali quali la repressione dell’uccisione o commercializzazione di specie selvatiche protette, l’estrazione illegale di acque superficiali o sotterranee che provoca danni rilevanti, e l’immissione sul mercato di prodotti legati alla deforestazione".L’associazione del cigno denuncia anche una disomogeneità sanzionatoria, con i traffici illegali di gas fluorurati (F-gas), responsabili dell’effetto serra, declassificati a reato contravvenzionale con pene meno efficaci, a differenza di quanto stabilito per i prodotti ozono-lesivi.Infine, resta disattesa la richiesta di recepire l’Articolo 15 della direttiva, che avrebbe dovuto favorire la partecipazione delle Ong ambientaliste nei procedimenti giudiziari, eliminando l’ostacolo dei costi insostenibili. Legambiente esorta un intervento urgente per garantire un effettivo contrasto alla criminalità ambientale.
"Ecomafia e reati. La normativa è depotenziata"
GROSSETO Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, che entra in vigore oggi, è un’...








