"Noi al fianco di tutti i medici di famiglia del nostro Distretto che hanno richiesto di essere coinvolti nel percorso organizzativo della futura Casa di Comunità che si sta realizzando a Cagli. Interpretando il sentimento di tutti i colleghi sindaci, ho voluto ringraziare formalmente, come presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone per tramite della coordinatrice dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale, raggruppamento di medici di medicina generale del territorio) di Cagli Angela Maria Rossi, tutti i medici di famiglia per questa ennesima dimostrazione di serietà e professionalità".

A parlare è il presidente dell’ente montano Alessandro Piccini che aggiunge: "Giusto coinvolgere tutti gli operatori sanitari localmente impegnati, e ovviamente di tutti i sindaci del territorio, al percorso di definizione organizzativa e funzionale della nuova struttura territoriale. Una richiesta necessaria e imprescindibile per quella collaborazione tra i vari livelli tecnici e funzionali che come Unione montana abbiamo cercato di manifestare nei confronti di AFT già a partire da un primo incontro tenutosi nella nostra sede il febbraio del 2025, pienamente consapevoli dell’importanza dei medici di medicina generale su di un territorio come il nostro in cui aumentano l’età media e la cronicità delle patologie. Incontro che fu poi recepito da una delibera del Consiglio dei sindaci successivamente indirizzata all’assessore regionale alla sanità, all’assessore all’edilizia ospedaliera e ai dirigenti sanitari al fine di caldeggiare queste istanze. Nota rispetto alla quale ci dispiace constatare non aver ricevuto ad oggi alcun riscontro. Tornado alla scelta fatta da AFT, riteniamo che questa sia fondamentale per il funzionamento dei servizi all’interno della Casa di Comunità. Una struttura che senza questo apporto dei medici di famiglia avrebbe corso il rischio di rimanere senza servizi, rischio che non ci possiamo permettere data la necessità dei cittadini del nostro territorio in risposta ai bisogni sanitari di base, di competenze appunto delle cure primarie".