Rafforzare la sanità territoriale, garantire il funzionamento delle nuove strutture previste dal Pnrr e assicurare i servizi richiesti dagli obiettivi regionali. "È questa la sfida che sta affrontando Asst Melegnano-Martesana, siamo impegnati nel potenziamento degli organici per sostenere la crescita della rete di Case e Ospedali di Comunità". Roberta Labanca, direttore generale, puntualizza ancora una volta dopo gli attacchi seguiti al bando per esternalizzare la gestione dei poli di Vaprio e Rozzano. "Da gennaio 2024 sono state attivate nove Case di Comunità, a cui si aggiunge un Ospedale di Comunità a Cassano d’Adda, tutti gestiti attraverso risorse interne. Un ampliamento significativo dell’offerta sanitaria che richiede però un costante rafforzamento del personale". Per rispondere alle nuove esigenze organizzative, l’azienda ha avviato concorsi e procedure di selezione per l’inserimento di ulteriori figure professionali. Tra i bandi aperti, il concorso per infermieri, che ha raccolto 85 candidature, oltre agli avvisi per il reclutamento di medici e personale infermieristico destinati proprio agli Ospedali di Comunità. La strategia di potenziamento "sta già producendo risultati": nei primi mesi del 2026 la dotazione di professionisti impiegati sul territorio è passata da 528 a 568 unità, con un incremento di 40 operatori. Un dato che fotografa "lo sforzo per sostenere l’espansione delle prestazioni diffuse". "Ma il tema delle assunzioni è complesso – aggiunge la manager – soprattutto per quanto riguarda il personale infermieristico, una criticità condivisa a livello regionale e nazionale". La difficoltà ad arruolare figure qualificate "è uno dei principali ostacoli all’attuazione del nuovo modello di sanità previsto dal Pnrr". In questo contesto "si inserisce anche la gara europea finalizzata all’affidamento di servizi clinico-assistenziali negli Ospedali di Comunità di Vaprio e Rozzano". L’iniziativa "rientra negli strumenti previsti dalla normativa regionale per garantire l’erogazione dei servizi socio-sanitari e contribuire a raggiungere i target fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza". "L’obiettivo - sottolinea Labanca - è ampliare l’offerta sanitaria pubblica a kilometro zero senza compromettere la qualità dell’assistenza". Asst chiarisce che "governance delle strutture, accreditamento regionale e responsabilità organizzativa e igienico-sanitaria rimangano in capo all’azienda, attraverso i propri dipendenti".