"La sera dell’8 settembre gli italiani seppero dalla radio che era stato firmato l’armistizio. Il re, la corte, Badoglio, i..."La sera dell’8 settembre gli italiani seppero dalla radio che era stato firmato l’armistizio. Il re, la corte, Badoglio, i vertici militari fuggirono da Roma. Il popolo italiano fu abbandonato a se stesso. Ci fu sbandamento generale", scrive Bruno Possenti, presidente provinciale Anpi Pisa. "Le armate tedesche occuparono buona parte del territorio nazionale. Ci fu anche un’altra Italia. Gli antifascisti che rientrarono dall’esilio e dal confino, che uscirono dalle carceri, i giovani che presero coscienza non aspettarono ordini dall’alto. Uomini e donne, militari, preti, frati, suore lottarono e morirono per liberare il Paese. Per ridare all’Italia dignità ed onore. Per costruire sulle rovine della dittatura fascista un difficile percorso verso la libertà e la democrazia". "Grazie a loro, al loro sacrificio, il 2 giugno del 1946 i nostri padri e le nostre madri poterono scegliere la Repubblica ed eleggere l’Assemblea costituente", prosegue Possenti. "In 560, di cui 21 donne, ci dettero la Costituzione fondata sui principi che avevano animato la Resistenza. Il lavoro, la dignità della persona, l’uguaglianza, il ripudio della guerra. Mentre celebriamo l’80° anniversario, in tante parti del mondo, anche in Italia, questi valori vengono calpestati. Occorre una grande unità per uscirne guardando avanti".