HomeBolognaCronaca’La stanza delle presenze’ di Lorenzo ’Glaro’ GresleriArchitetto e artista, figlio del grande Glauco, espone i suoi lavori fino a sabato 6 giugno.Lorenzo Gresleri nello spazio che raccoglie le sue opere fino al prossimo 6 giugnoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLorenzo Gresleri, architetto e artista bolognese, tra immagini, scrittura e visioni, alla ricerca del suo mondo interiore. Allo ‘Spazio Fabrizio Cocchi’, Gresleri (nome d’arte ‘Grelo’) presenta la personale ‘La stanza delle presenze’ (fino a sabato 6 giugno. Orari: 9.30-13; 15-19). Tra immagini, scrittura e visioni, Grelo ci conduce alla ricerca delle ‘presenze’ del suo mondo interiore.
Grelo (53 anni), artista riservato e di grande delicatezza, è tuttavia sorprendente nei suoi lavori su tela, dai quali emerge una passione potente per il colore materico, e i forti contrastanti cromatismi, uniti ai temi ricorrenti degli inserti architettonici e degli animali. A rivelare un’anima passionale e complessa.
Grelo è cresciuto artisticamente e professionalmente con suo padre, il grande Glauco Gresleri. Direttore artistico di eventi legati all’architettura e all’arte. Grelo ha davvero intrecciato il suo percorso artistico e professionale a quello di Glauco, il quale fu responsabile del Piano per il recupero pastorale della ’seconda Bologna’ del cardinale Giacomo Lercaro. Una grande scuola, e l’eredità dei rapporti personali che Glauco coltivò con i grandi maestri dell’architettura moderna e contemporanea, tra cui Alvar Aalto, Le Corbusier, Marcel Breuer, Kenzō Tange, Alberto Sartoris, Richard Meier. Fu promotore di importanti incarichi internazionali in Italia: quello ad Alvar Aalto per la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola; quello a Kenzō Tange per il quartiere della Fiera di Bologna; la ricostruzione del Padiglione dell’Esprit Nouveaudi Le Corbusier. Per Lorenzo Gresleri, una eredità, questa, nella quale si è inserito non solo attraverso le sue opere su tela, ma anche attraverso scritti, pubblicazioni e testi inediti, conservati presso numerose istituzioni culturali tra cui l’Archiginnasio.








