HomeSpecialiVivere LodiIn mostra l’arte di Groppi. Trasformava il paesaggio in un’esperienza poeticaCodogno, nella sede della Pro Loco fino a domenica c’è “Oltre la luce” esposizione dedicata al pittore scomparso nel 1972, allievo di Prada e Carpi.Codogno, nella sede della Pro Loco fino a domenica c’è “Oltre la luce” esposizione dedicata al pittore scomparso nel 1972, allievo di Prada e Carpi.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÉ visitabile fino a domenica la mostra “Oltre la luce. La poetica di Enrico Groppi”, allestita nella sede della Pro loco di Codogno di piazza XX Settembre e dedicata al pittore di fama nazionale nato a Codogno nel 1911 e scomparso nel 1972, a soli 61 anni. L’esposizione è stata curata dal professore e critico d’arte Amedeo Anelli. In mostra c’è anche un’opera di Enrica Groppi, nipote dello storico pittore la quale ha intrapreso la stessa strada artistica. Nella sede della Pro loco si possono ammirare un autoritratto, paesaggi, nature morte, soggetti floreali. Enrico Groppi è stato allievo di Angelo Prada e Aldo Carpi. Ha sempre privilegiato una pittura all’aria aperta, o nature morte, con pochi esiti dedicati alla figura umana.

La mostra, inaugurata sabato 9 maggio dal presidente della Pro Loco Domenico Cesarano ha attirato molto interesse ed è ammirabile ancora la mattina dalle 10 alle 11.30 e venerdì anche dalle 17 alle 18.30. Enrico Groppi nacque il 27 luglio 1911 da una famiglia di origini lombarde ed emiliane. Il padre, Gino, gestiva un negozio di barbiere in via Roma, mentre la madre Ersilia Varesi, proveniva dal Piacentino terra che avrebbe profondamente influenzato la sensibilità artistica del pittore. Nei primi anni di attività firmò le sue opere come “E.Groppi Varesi” a sottolineare il legame con il ramo materno della famiglia. Ancora giovanissimo entrò nello studio del pittore Angelo Prada di Casalpusterlengo, dove ricevette la prima formazione. Successivamente si perfezionò a Milano, all’Accademia di Brera dove seguì gli insegnamenti di Aldo Carpi. Furono determinanti anche i rapporti con artisti come Ottavio Steffenini, figura quasi fraterna, e con maestri quali Felice Carena, Raffaele Degrada e Arturo Tosi, oltre agli scultori Vittore Callegari e Antonio Cappelletti. Negli anni Trenta iniziò a farsi conoscere: nel 1936 il collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi acquistò il dipinto “Terra arata” (1934), segnando uno dei primi riconoscimenti ufficiali. Partecipò a importanti esposizioni tra cui la Mostra provinciale di Milano del 1937 e la Mostra Sociale Primaverile del 1938 alla Permanente, presentando opere come Pescatore, La casa in costruzione e Le bagnanti. In questo periodo soggiornò spesso a Napoli, ospite dello zio Oscar Groppi, tra i suoi primi sostenitori e collezionisti.