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Rachele Ferrario

Il pittore: «In un film ho trasformato Lucio in Sancho Panza. Così nacque la Transavanguardia». E ora porta «I dormienti» a Palazzo Citterio a Milano

Mimmo Paladino, quando si è scoperto artista?«L’ho sempre saputo. Ho sempre sentito il desiderio di disegnare e dipingere. Ma è stato grazie a uno zio pittore che ho messo a fuoco quel che volevo diventare. Mi portò alla Biennale di Venezia. Era il 1964, avevo sedici anni, vidi le opere di Robert Rauschenberg e degli artisti americani. Lo zio frequentava Napoli e il giro di Edoardo Sanguineti. Presto cominciai anch’io a incontrare gli artisti dell’avanguardia dell’epoca».

Chi c’era?«Ricordo Enrico Baj. Erano i primi anni Sessanta ed io vivevo a Benevento, andavo ancora al liceo artistico, ma già conoscevo le gallerie napoletane».