Protestano gli abitanti di Canale, protestano gli abitanti di Torre San Severo, protestano gli abitanti di Orvieto scalo. È una primavera calda per l’amministrazione comunale della sindaca Tardani, “assediata“ su vari fronti dalle rivendicazioni di molte persone esasperate per la ripetuta mancanza di risposte a problemi di varia natura o a ingiustificati ritardi. A Canale la frazione è scesa in piazza con tanto di video pubblicati sui social per denunciare l’isolamento di cui soffre il paese dal mese di gennaio quando si è verificata una frana lungo la strada Bagnorese. L’alternativa è rappresentata dalla strada della Cacciata che versa però in pessime condizioni, con l’asfalto completamente rovinato e un serio rischio per gli automobilisti, ma anche per i pedoni dal momento che la strada è frequentata anche dai camminatori di trekking. "La sindaca aveva promesso un cronoprogramma degli interventi, ma non ci ha fatto sapere ancora nulla cosi come per il senso unico da predisporre lungo la strada provinciale" dicono gli abitanti che si accingono a costituire un comitato e che ora chiedono una convocazione speciale del consiglio comunale per discutere del problema alla presenza anche di rappresentanti di Provincia e Regione. Gli abitanti di Torre invece sollecitano la sistemazione degli alberi pericolanti lungo la strada che conduce al paese. Una questione che interessa in parte anche Porano al cui sindaco è stata inviata una sollecitazione in cui si dice: "Nel corso di quest’anno, lungo il tratto di sua competenza, sono caduti ben sette alberi. La situazione di pericolosità è stata segnalata più volte. Tra gli episodi più gravi vi è quello di un albero caduto pochi secondi dopo il passaggio dello scuolabus che trasporta gli alunni delle scuole elementari. Un evento che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che avrebbe dovuto indurre a un intervento immediato e risolutivo. Oggi la strada si presenta in condizioni che destano forte preoccupazione: erba altissima e vegetazione invasiva limitano la visibilità e restringono di fatto la carreggiata. In molti punti è impossibile accostarsi sul lato destro senza invadere la vegetazione". A Orvieto scalo infine, alcuni abitanti chiedono spiegazioni sui motivi per i quali non è stata rispettata la scadenza di fine maggio per la riapertura della passerella pedonale sul Paglia.