Si parte oggi con una manifestazione in via Tallone davanti al palazzo teatro dello stupro. La rabbia dei cittadini dopo gli ultimi episodi di violenza e mala gestione
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Una città che protesta, che si mobilita e torna a occupare le strade per chiedere risposte. È la fotografia della Capitale di questo inizio giugno, attraversata da un crescente malcontento che unisce quartieri lontani tra loro ma accomunati dallo stesso sentimento: quello di essere stati lasciati soli di fronte a degrado, illegalità e insicurezza. Dalla periferia est al litorale romano, passando per il quadrante sud della Capitale, aumenta il numero delle mobilitazioni spontanee organizzate da associazioni, comitati di quartiere e residenti.
Al centro delle contestazioni c’è la richiesta di una maggiore sicurezza urbana, considerata da molti cittadini la vera emergenza irrisolta della città. Tra le proteste più significative quella in programma domani a Tor Cervara, periferia Est, dove centinaia di cittadini si ritroveranno alle 10.30 tra via Cesare Tallone e via Raffaele Costi per chiedere più "sicurezza" e uno «sgombero definitivo» dei clandestini nordafricani dal «palazzo della paura», dove alcuni giorni fa è stata segregata per giorni e stuprata una colombiana di 32 anni. Una violenza che ha sconvolto la città e che ha mobilitato Don Coluccia, prete simbolo della lotta alla criminalità organizzata e allo spaccio di stupefacenti, il quale mercoledì si è recato nello stabile dove vivono circa 200 extracomunitari. Un viaggio all’inferno documentato da il nostro giornale, che era lì con lui. A organizzare la manifestazione l’associazione "Luce Sia" che proprio nei giorni scorsi aveva denunciato la rioccupazione dell’edificio. «Tutto è tornato come prima, nonostante in quei locali siano stati commessi reati gravissimi. I cittadini sono stanchi ed esasperati», spiega l’avvocato Tiziana Siano, presidente dell’associazione. Ma il malcontento non riguarda solo la periferia Est.







