La Ue si appella a Israele e chiede che cessi «l’escalation militare» in Libano, dove deve essere rispettata «la sovranità e l’integrità territoriale». Ieri è intervenuto con parole decise anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro con il Corpo diplomatico (compresi i rappresentanti di Iran e Israele, ma senza quelli di Russia e Bielorussia) in preparazione della festa del 2 giugno: «Il caos è tristemente evidente anche in Medio Oriente, conferma che le cattive pratiche raccolgono velocemente seguaci. Ne sono eloquente esempio la irrisolta crisi indotta dal conflitto tuttora in atto a Gaza e la perdurante minaccia di una guerra su vasta scala che dall’Iran potrebbe irradiarsi a tutta la regione, e che già colpisce così brutalmente e in modo indebito la popolazione civile del Libano».

Per cercare una risposta della comunità internazionale al disastro che ora dopo ora si aggrava in Libano, su domanda della Francia ieri notte si è riunito in emergenza il Consiglio di sicurezza Onu. «Siamo profondamente allarmati dall’escalation delle attività militari nel Libano meridionale e oltre», ha dichiarato Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, «esortiamo tutti gli attori a rispettare la cessazione delle ostilità e a evitare un’ulteriore escalation».