Circa 700 studenti delle classi prime non useranno libri di testo il prossimo anno. Docenti e maestri hanno scelto l’adozione alternativa in protesta contro la riforma del ministro Giuseppe Valditara e le nuove indicazioni nazionali. La mobilitazione dei professori coinvolge istituti tecnici e scuole primarie e potrebbe estendersi ad altre realtà italiane.
La protesta dei professori a Bologna
L'adozione alternativa
Le critiche a Giuseppe Valditara
La protesta dei professori a BolognaLa protesta, destinata a far discutere il mondo della scuola, ha preso forma a Bologna. In diversi istituti tecnici e in alcune classi della scuola primaria, dal prossimo anno scolastico gli studenti non utilizzeranno i tradizionali libri di testo.La scelta dei professori riguarda circa 700 alunni delle classi prime e nasce come forma di contestazione contro le riforme promosse dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.ANSAL’adozione alternativaL’iniziativa si basa sull’ “adozione alternativa”, una possibilità prevista dalla normativa scolastica italiana fin dagli anni Settanta e successivamente aggiornata nel 2013. In pratica, i docenti possono decidere di non adottare manuali scolastici tradizionali e costruire percorsi didattici attraverso materiali differenti, selezionati direttamente dagli insegnanti.Tra gli istituti che hanno aderito figurano Belluzzi-Fioravanti, Keynes, Serpieri e Scarabelli di Imola per tutte le classi prime. Alle Aldini Valeriani e al Maiorana, invece, la scelta riguarda soltanto le discipline coinvolte nella riforma dei tecnici che entrerà in vigore da settembre.Le critiche a Giuseppe ValditaraSecondo gli insegnanti che sostengono la mobilitazione, come riporta Repubblica, il problema principale riguarda la mancanza di strumenti aggiornati.







