PORCIA (PORDENONE) - Un silenzio irreale è calato in via Zuccolo. Davanti alla casa dove venerdì è stato ucciso Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, restano i giochi dei bambini nel giardino e lo sgomento di chi vive da anni in questa zona residenziale di Porcia e mai avrebbe immaginato di ritrovarsi al centro di un fatto di sangue. Al civico 94, proprio di fronte all'abitazione sotto sequestro, vive Mario Bortolin. È stato tra i primi a rendersi conto della gravità di quanto stava accadendo.

DAVANTI CASA «Ho aperto la porta e ho visto che gli stavano facendo il massaggio cardiaco. Marius Adrian è scappato dal cancello permettersi in salvo ed è caduto lì dietro il mio muretto», racconta indicando il punto dove, nei momenti immediatamente successivi all'aggressione, si sono concentrati i soccorsi. A terra ancora le chiazze, e i segni dei rilievi.Fabrizio Barberini uccide a colpi di pietra il suocero, l'ex compagna del killer: «Anni di maltrattamenti» LE DICHIARAZIONI Bortolin è stato sentito dalla polizia di Stato nelle indagini effettuate subito dopo i fatti e ha riferito tutto ciò che sapeva e che aveva visto. Con la famiglia Dorobantu-Barberini i rapporti erano buoni, cordiali, fatti di saluti e brevi conversazioni da vicinato. «Ci salutavamo quando era fuori in giardino perché a lui piaceva la pianta di limone - spiega Bortolin. Conoscevo il papà dei bambini, si parlava del giardino e di poco altro». Un rapporto semplice, senza particolari confidenze ma sufficiente per maturare l'impressione di persone cordiali. «Nulla che lasciasse presagire una tragedia del genere», aggiunge il vicino.Omicidio di Porcia, il sindaco: «Secondo episodio in pochi mesi: una ferita per tutta la comunità» SENZA PAROLE Nella casa accanto a quella del delitto, dagli altri vicini, il silenzio. Nessuno risponde al campanello. Poco più in là un altro residente, che preferisce non comparire con il proprio nome, racconta il momento in cui ha compreso che era accaduto qualcosa di irreparabile. «Quando ho visto la polizia ho capito che qualcosa di tragico era successo», dice. Le immagini di venerdì pomeriggio continuano a riaffiorargli davanti agli occhi. «Vedere i giochi dei bambini nel giardino, gli investigatori al lavoro e la casa sequestrata non so perché mi ha riportato alla mente fatti di cronaca recenti ed efferati. Mai mi sarei aspettato di vederli qui, davanti a casa mia», racconta. Parole che restituiscono lo smarrimento di un quartiere residenziale abituato alla tranquillità e improvvisamente travolto da una tragedia familiare culminata con un omicidio.Uccide il suocero a colpi di pietra: ​le urla, i soccorsi, il quartiere incredulo. «Non conosciamo la famiglia» I COMMENTI Lo choc tra i residenti resta evidente anche a distanza di ore. In molti si sono ritrovati a commentare quanto accaduto davanti ai cancelli delle abitazioni, cercando di dare un senso a immagini che difficilmente dimenticheranno. La presenza degli investigatori e della polizia scientifica venerdì aveva attirato per tutta la giornata sguardi e domande, in una strada abituata a ben altra quotidianità. C'è chi racconta di avere sentito le sirene e chi di avere intuito soltanto più tardi la gravità dell'accaduto vedendo il via vai dei mezzi di soccorso. Per tutti resta la sensazione di trovarsi improvvisamente dentro una vicenda di cronaca nera che sembrava lontana anni luce da questo angolo residenziale di Porcia, dove fino a venerdì la vita scorreva tra lavoro, bambini che giocavano nei giardini e rapporti di vicinato fatti soprattutto di piccoli gesti e saluti quotidiani.