Per loro niente parata del 2 giugno, ma il corpo ci sarà. Il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis assicura fermezza. Sull'accensione tradizionale di quei fuochi che hanno scatenato il panico spiega: «Usanza malsana»
Sul caso della fuga di trenta cavalli della parata del 2 giugno, lungo le vie di Roma, arrivano le prime sanzioni. Quattro agenti della Polizia Locale di Roma, coinvolti nell’accensione dei fuochi d’artificio che hanno fatto poi impazzire gli esemplari, non prenderanno parte alla sfilata del plotone motociclistico. Non saranno nemmeno sostituiti, non ci sono i tempi tecnici necessari per addestrare altri colleghi. Facevano parte del Gruppo Pronto Intervento Traffico (GPIT): sono stati rimossi dai servizi su strada e assegnati a mansioni d’ufficio.
De Scalvis: «Accendere i fuochi? Usanza malsana»
Il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, ha assicurato al quotidiano La Repubblica la massima severità sul caso. «Serve tempo – ha spiegato –. Non possiamo accelerare le verifiche: si tratta di una vicenda importante e delicata che richiede approfondimenti accurati». Nei filmati diffusi online si vedono quattro agenti accendere alcuni fuochi poco prima della fuga dei cavalli lungo via Cristoforo Colombo. L’episodio ha provocato il ferimento di tre militari dell’Esercito e di una poliziotta, oltre a causare danni a veicoli in sosta e ad altre strutture presenti nell’area. «Non risultano persone iscritte nel registro degli indagati e siamo in attesa di eventuali comunicazioni da parte della Procura», ha precisato De Sclavis.










