FESTA DELLA REPUBBLICA. A un anno dalla fine della guerra le ferite sono ancora aperte e si vedono tutte: negli sguardi, nelle case sventrate dalle bombe, nei ponti crollati, nei piatti vuoti. Si mangia solo con la tessera annonaria, una cartolina viola con un numero per il pane, non più di due etti al giorno. Il resto si trova alla borsa nera. In quel 1946 si vendono due milioni di dischi, 78 giri di ceralacca, col boogie-woogie il successo è “La barchetta in mezzo al mare”. Una specie di filastrocca composta dal padovano Luigi Poletto e cantata da Nilla Pizzi, nel ritornello ci sono il razionamento e la speranza: “La barchetta in mezzo al mare/ è diretta a Santa Fè/ dove va per caricare mezzo chilo di caffè”. Mezzo chilo è già un tesoro. Il costo della vita è aumentato di trenta volte, lo stipendio medio di un operaio è di 10 mila lire al mese, un chilo di carne costa 500 lire. Vendono bene i fotoromanzi, “Nel fondo del cuore” decreta il successo di una bruna con grandi occhi: si fa chiamare Diana Loris, nome d’arte di Gina Lollobrigida. I grandi della rivista riempiono i teatri: Totò, Macario, Wanda Osiris; le soubrette chiedono anche 15 mila lire a serata. Rientra trionfalmente il grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini e riapre a maggio con un concerto la Scala di Milano, restaurata a tempo di record dopo i bombardamenti. Mezzora di applausi, 25 milioni di incasso, 100 mila lire per un palco, 2000 lire per un posto in piedi! Nel ciclismo è una corsa a due, Bartali e Coppi. Nel calcio è incominciata la leggenda del Grande Torino che vince il primo di quattro scudetti di fila. Un paese eccessivo nella disperazione e nella speranza, eccessivo anche nell’orrore. Condannano a 30 anni Leonarda Cianciulli la “saponificatrice” di Correggio: durante la guerra ha ucciso tre donne e ne ha fatto sapone. In via San Gregorio a Milano una donna friulana, Rina Fort, ha massacrato con una spranga di ferro la moglie e i tre bambini dell’amante, uno ancora nel seggiolone. In un anno si contano in Italia 13 mila omicidi, moltissimi impuniti; si consumano anche vecchie vendette, politiche e personali.