ROMA – La denuncia di Antigone – l’Associazione impegnata nella tutela dei diritti umani e nella promozione delle garanzie fondamentali all'interno del sistema penitenziario italiano – è precisa e perentoria: "6.539 persone hanno visto il loro ricorso per trattamenti inumani o degradanti accolto nel corso del 2025 da parte di un Tribunale di Sorveglianza italiano. Si tratta della certificazione che il sistema penitenziario italiano è fuori dalla legalità costituzionale. Un dato in costante crescita negli anni, in linea con la crescita del sovraffollamento nelle carceri del paese”. “Del resto – sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – la quasi totalità di queste condanne arrivano per il mancato rispetto della soglia minima dei 3 metri quadrati a persona".
I ricorsi accolti. Erano stati 3.115 nel 2018, 4.347 nel 2019, 3.382 nel 2020, 4.212 nel 2021, 4.515 nel 2022, 4.731 nel 2023 e 5837 nel 2024. In totale, in 8 anni, è stato appurato che quasi 37.000 persone abbiano visto non rispettato il loro diritto ad un trattamento penitenziario dignitoso.
Sono urgenti riforme che tornino a far respirare. "Domani – ha detto ancora ha concluso Patrizio Gonnella – sarà l'80esimo anniversario della Repubblica Italiana che ha fissato nella propria Costituzione il principio per cui le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e debbano tenere al reinserimento sociale. Il dato sui ricorsi accolti, assieme a quelli sul sovraffollamento (che a fine aprile ci dicevano esserci in carcere oltre 64.000 persone, circa 18.000 in più dei posti realmente disponibili) e quelli sulla recidiva, con 6 persone detenute su 10 che erano già state in carcere, alcune anche più di 10 volte, ci dicono che il sistema penitenziario italiano ha bisogno di riforme urgenti che tornino a farlo respirare"






