Con l'inizio del mese del Pride fioccano le iniziative in Italia e in Europa, dove la galassia dei diritti non è più monopolio della sinistra. Il presidente del Movimento Gay Conservatori Liberali, Morris Battistini, anticipa a Open il testo della nuova proposta di legge: «Un Ddl Zan liberale e senza bavagli»
L’inizio di giugno apre ufficialmente il mese del Pride e, come ormai accade da anni nel resto d’Europa, la galassia dei movimenti Lgbtq+ si scopre sempre più plurale, sfaccettata e lontana dai vecchi schemi ideologici. Anche in Italia la spinta per i diritti civili non parla più una sola lingua: crescono e si strutturano le realtà che guardano esplicitamente a destra. La conferma più plastica di questo trend europeo arriverà il prossimo 15 giugno, con la presentazione della prima vera proposta di legge speculare e alternativa al Ddl Zan, naufragato nelle scorse legislature tra feroci scontri parlamentari.
«Questa proposta di legge nasce da un lavoro fatto a quattro mani dal nostro reparto politiche e legislazioni del Movimento Gay Conservatori Liberali insieme ad altre due associazioni molto importanti: GayLib, realtà storica ormai da tanti anni presente nel nostro paese, e i Colori della Libertà, l’associazione di Francesca Pascale. Si tratta di una sorta di rivisitazione del Ddl Zan in chiave liberale e di centrodestra, con un linguaggio chiaramente molto più attento alle libertà individuali».







