Lo scandalo Mandelson non si ferma nel Regno Unito. Downing Street ha reso pubblici nuovi messaggi WhatsApp, mail e file scambiati tra l’ex ambasciatore negli Stati Uniti coinvolto negli Epstein Files e alcuni membri del governo Starmer prima e dopo la nomina. Il contenuto dei documenti, tre volumi di oltre 1.504 pagine, è la seconda pubblicazione di dati che riguardano Mandelson dopo quelli di marzo, dai quali era già emerso che il primo ministro fosse consapevole dei rischi legati alla figura dell’ex diplomatico.

Pressioni in favore della sua nomina indirizzate all’allora ministro degli Esteri (e attuale vicepremier) David Lammy e fitti scambi di comunicazioni con Morgan McSweeney, ex potentissimo capo dello staff di Starmer a Downing Street. Sono questi alcuni dei contenuti dei documenti pubblicati che Darren Jones, il segretario capo del primo ministro, ha paragonato all’inchiesta Chilcot sulla guerra in Iraq. Tra i file visibili ci sono anche dei biglietti scritti a mano, tra cui uno inviato a Lammy, in cui Mandelson elenca le difficoltà legate alla gestione dei rapporti con Donald Trump e in cui si promuove come candidato ideale, assicurando che il governo non avrebbe “mai rimpianto” la sua scelta. Vi sono poi email scambiate con McSweeney in cui si discute di come compiacere il tycoon impacchettando dei regali ad hoc per lui in una speciale box rossa con fregi dorati concepita sul modello delle tradizionali valigette rosse ministeriali britanniche. Non mancano anche degli scambi di battute con l’attuale Segretario di Stato al lavoro e alle Pensioni, Pat McFadden, in cui Mandelson nel luglio 2025 critica l’operato del governo, definito “assediato e allo sbando“.