Pende anche lo spettro di un'indagine penale, oltre che di un disonorevole allontanamento dalla Camera dei Lord britannica, per Peter Mandelson: ex ministro laburista, ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair ed ex ambasciatore negli Usa riciclato da Keir Starmer, sprofondato ormai mani e piedi nello scandalo delle frequentazioni con il defunto finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
Il suo caso - sulla scia delle ultime rivelazioni rimbalzate a valanga dagli Usa - sta scuotendo il Regno Unito e mettendo in ulteriore imbarazzo Starmer, già costretto a silurarlo dall'incarico di ambasciatore a Washington nei mesi scorsi. Il premier è stato forzato oggi a mandare il ministro Darren Jones a riferire in Parlamento sugli ultimi sviluppi: segnati dall'uscita di email - risalenti agli anni fra il 2009 e il 2010, in parte successive alla prima incarcerazione del faccendiere - che svelano come Mandelson non si sia limitato a ricevere denaro da Epstein. Ma abbia condiviso con lui in anteprima, quando era ministro del Commercio e vicepremier de facto del gabinetto di Gordon Brown, consigli e documenti governativi riservati sul progetto di stretta fiscale sui bonus ai banchieri all'epoca del dopo crisi finanziaria globale del 2008. Non solo. L'ex ministro risulta aver aver dato informazioni anticipate all'amico, a beneficio suo e di altri businessmen, sull'imminente approvazione del mega intervento da 500 miliardi di euro messo allora in cantiere dall'Ue per il salvataggio di varie banche europee.












