È negativo il test per l’Ebola eseguito allo Spallanzani di Roma su un paziente rientrato dalla Repubblica Democratica Congo il 30 maggio dopo circa venti giorni di permanenza nel paese.
«In Italia non dobbiamo preoccuparci, ma dobbiamo occuparci, il rischio di contagio in Italia veramente è irrisorio però dobbiamo lavorare», ha fatto sapere il vicepremier Antonio Tajani. «Il ministero della Sanità, in collaborazione anche con noi e con le nostre ambasciate e i consolati nell’area, sta lavorando per adottare tutte le contromisure necessarie perché Ebola non arrivi da noi. Siamo anche pronti a inviare esperti in Congo per poter contribuire alla lotta contro l’Ebola», ha fatto sapere.
«Poi naturalmente c’è l’organizzazione dei nostri ospedali, c’è un piano già pronto perché è importante è che ci si occupi di un problema e ci sia un'attività di prevenzione molto forte. Il governo da questo punto di vista ha fatto tutto» e «si sta occupando con grande serietà di questo problema», ha detto Tajani.
Intanto in diverse regioni sono state individuati le strutture sanitarie di riferimento nel caso in cui si registrano pazienti contagiati con il virus che al momento ha causato 282 contagi con 42 morti nel solo Congo.










