C’è persino la Monna Lisa. Stampata su un cartoncino alto circa un metro, ha lo sguardo grintoso e i capelli biondo platino della lottatrice di wrestling americana Liv Morgan. Due ragazzi la portano in processione sull’affollatissimo piazzale dell’Inalpi Arena in mezzo a un tripudio di cinturoni dorati, maschere rosso fuoco, code chilometriche, bicchieroni di birra bionda e musica pop a tutto volume. L’hanno ribattezzata con un gioco di parole: Monna Liva. Il primo evento di wrestling in Italia a finire in diretta streaming su Netflix, chiamato “premium live event Clash in Italy”, è a Torino. Gli scontri sul ring dureranno fino a stasera. «Siamo a un passo dalla storia» esclama Matteo Brignoli, operatore ecologico bergamasco di 45 anni, mentre agita il suo cinturone dorato, copia di quelli che vengono assegnati ai wrestler che vincono un titolo. Come lui, ieri sera di fronte a piazza d’Armi erano in 12mila ad aspettare lo show già tre ore prima dell’ingresso – programmato per le 20.

Tre generazioni di appassionati Un popolo chiassoso che attraversa tre generazioni, a tratti kitsch – come lo show americano – ma accomunato dalla passione sfrenata per questa disciplina a metà tra sport e teatro. Gli atleti sono anche un po’attori, e le botte sono il frutto di un gioco complesso di recitazione e tecnica.