La scorsa notte un detenuto di origini marocchine di 27 anni è morto suicida nel carcere di Poggioreale. Si tratta del quarto caso registrato in Campania nel 2026. Lo rende noto il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che elenca i fattori di rischio suicidio per la popolazione carceraria: "Il sovraffollamento, fattori emotivi, fattori giudiziari, la solitudine, la vulnerabilità giovanile, soprattutto per queste persone la detenzione diventa un dolore insopportabile. Abbiamo bisogno di psicologi, di psichiatri” E “a proposito di psichiatri” chiede Ciambriello, “a Poggioreale da poco la Sanità sta utilizzando le prenotazioni su Smop per cui i tempi per effettuare le visite si allungheranno, perché?".
"Dall'inizio dell'anno, in Campania con questo salgono a quattro i suicidi avvenuti negli istituti penitenziari campani, a cui si aggiungono altri tre morti (due dei quali per cause da accertare)", aggiunge. "I suicidi nelle carceri rappresentano una delle emergenze più grandi del sistema penitenziario italiano, con un tasso di mortalità che supera di gran lunga la media europea - conclude il garante -. La politica, il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria fanno amplificare questo fenomeno visto il sovraffollamento cronico degli istituti di pena, delle condizioni di grave disagio psicologico vissuto dai detenuti e anche dalle condizioni inumane e degradanti. Occorre intervenire subito, se non ora, quando?".










