Alessandro BargelliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 1 giugno 2026 – Da quindici anni entra ogni settimana nelle stanze dell’hospice per fare la cosa più semplice e più difficile: esserci. Alessandro Bargelli, 62 anni, volontario della Fondazione File, accompagna i pazienti nel tratto finale della loro vita con ascolto, presenza e umanità. La sua storia con l’hospice delle Oblate inizia quasi per caso. Abitava con i genitori in via di Careggi quando, nel 2007, vide i lavori nell’ex convento delle Oblate e scoprì che sarebbe nato uno dei primi hospice in Italia.

L’inizio del percorso

“Stavo cercando qualcosa da fare nel volontariato – racconta –. Da ragazzo avevo già fatto compagnia agli anziani di Montedomini. Volevo rendermi utile”. L’hospice, gestito dalla Asl Toscana Centro, apre il 5 maggio 2008. Alessandro si informa, scopre il servizio volontari della Fondazione File e partecipa al corso di formazione. Nel marzo 2011 inizia il suo servizio in hospice. “Non ero mai stato in un hospice. Le prime emozioni sono state forti, mi si è aperto un mondo. Le persone ti raccontano la loro vita e tu ricevi doni enormi. Questo volontariato ha migliorato me stesso e il senso della mia vita”.