Fuori da ogni camera d’hotel in cui si trovi, Rossy de Palma appende sempre il cartellino “non disturbare”. “Penso a chi fa le pulizie: se non deve rifare la mia camera, può tornare a casa prima. È importante avere cura degli altri”. Rosa Elena García Echave, nata a Maiorca nel 1964, ha una naturale idiosincrasia nei confronti degli ego troppo sviluppati. Non importa se viene considerata una musa, scelta da Jean-Paul Gaultier per la moda e per il cinema da Pedro Almodóvar, e se lei stessa è un’artista eclettica: performer, attrice, pittrice, scultrice, fotografa – dopo lo showcase al festival Le Nouveau Printemps a Tolosa (fino al 27 giugno), a novembre farà la sua prima mostra al Caam, il Museo di arte contemporanea a Las Palmas, alle Canarie.

È tornata a girare con Almodóvar, sul set di Amarga Navidad presentato a Cannes e ora al cinema: “Non era mai successo che la Spagna gareggiasse al festival con tre film”. Gli altri due? “El ser querido di Rodrigo Sorogoyen e La bola negra dei bravissimi Javier Calvo e Javier Ambrossi”. Il lavoro di Pedro intreccia due storie: una, ambientata nel 2004, con al centro la regista di spot pubblicitari Elsa (Bárbara Lennie) e le amiche Patricia e Natalia è la sceneggiatura dell’altra, che Raúl – alter-ego del regista – è intento a scrivere ispirandosi a chi gli è vicino. “È un film crudo”, spiega l’attrice, “nel senso che Almodóvar non ha fatto nulla per imbellire il racconto: c’è solo la verità”. Il personaggio di de Palma è un’amica di Elsa, Gabriela, tipo invadente e premuroso. “Una che organizza feste per far incontrare intellettuali, artisti e attori, a cui offre ogni genere di droghe. Con sé ha sempre una scorta di pillole perché soffre di ansia”.