A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno richiama insieme il percorso del Paese, l’evoluzione delle Forze armate e il significato che queste continuano ad avere oggi. La parata diventa così l’occasione per cogliere una trasformazione ancora in corso, che non si esaurisce nei mezzi esibiti ma si riconosce soprattutto nella qualità umana e professionale di chi serve l’Italia in uniforme. L’analisi dell’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte
Il prossimo 2 giugno la nostra Repubblica compie ottant’anni. Si è trattato di un periodo non certo facile, per un Paese che usciva da una sconfitta rovinosa, malgrado il sacrificio di molti italiani – militari e civili – con conseguenti devastazioni del nostro territorio, crollo di numerose abitazioni, perdita di stabilimenti industriali e danneggiamento di alcuni tra i monumenti più belli di cui il nostro Paese è ricco.
Tra un violento scossone interno e l’altro, e malgrado le pressioni contrastanti da parte delle Grandi potenze, siamo riusciti a raggiungere un livello di benessere mai così diffuso in passato, anche se non ancora pari a quello raggiunto da alcuni Paesi, e non solo in Occidente, come la Germania, i Paesi scandinavi e il Giappone. Il bilancio, quindi, non può essere del tutto negativo, anzi!











