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In un’intervista data al Festival della TV di Dogliani, in Piemonte, il direttore del telegiornale di La7 Enrico Mentana ha detto che la rete per cui lavora e tutti i suoi programmi sono chiaramente posizionati contro il governo di Giorgia Meloni. Non è così frequente che i giornalisti parlino pubblicamente della parzialità dei loro editori, e infatti Mentana ha precisato più volte, tra molti complimenti per i conduttori e per il direttore Andrea Salerno, che la sua non è una critica ma una «constatazione».

Secondo Mentana il posizionamento così «netto e marcato» si vede dal fatto che «tutti i programmi di La7 hanno la stessa impostazione, hanno gli stessi ospiti, hanno lo stesso orientamento». Mentana ha detto che «è una televisione che sicuramente ha ospitato penso almeno un centinaio di volte nell’ultimo anno solare Schlein e Conte», i leader dei due principali partiti di opposizione, e che invece ai rappresentanti del governo e della destra è stato dato decisamente meno spazio. «È un vantaggio per l’assetto televisivo?», si è chiesto.

«Tutti i programmi hanno un ospite che sembra di casa e un altro che sembra in trasferta, uno che sembra in poltrona e l’altro sui carboni ardenti», ha aggiunto Mentana. Senza nominarli, Mentana faceva riferimento ai talk show di La7, cioè Otto e mezzo di Lilli Gruber e Piazzapulita di Corrado Formigli, ma anche Omnibus. In effetti i giornalisti e gli opinionisti intervistati da questi programmi sono spesso gli stessi: per la parte critica su Meloni si possono citare Marco Travaglio, Massimo Giannini e Antonio Padellaro; per la parte che la difende Alessandro Sallusti, Italo Bocchino e Annalisa Terranova.